Inserto Guida pubblicato su ItaliaOggiSette del 19 ottobre 2026
Sessanta giorni per decidere. È la nuova regola operativa per i lavoratori dipendenti che hanno cominciato a lavorare dal 1° luglio 2026: 60 giorni per decidere se aderire al secondo pilastro di previdenza complementare e farsi una pensione di scorta o se conservare il Tfr presso il datore di lavoro, secondo il tradizionale regime della “buonuscita”. La decisione coinvolge esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato assunti, come detto, dal 1° luglio, ai quali è dato questo termine di 60 giorni dalla data dell’assunzione per manifestare la propria scelta. Attenzione! Qui sta un’importante novità, rispetto al passato: trascorso il termine senza una scelta esplicita del lavoratore, scatta la nuova “adesione automatica”, un meccanismo diverso dal vecchio silenzio-assenso rimasto in vigore fino al 30 giugno e che dava sei mesi di tempo per decidere. Infatti, se per il silenzio assenso, una volta decorsi i sei mesi dall’assunzione scattava il conferimento tacito del Tfr a favore della previdenza integrativa, con il nuovo automatismo di adesione automatica, invece, le conseguenze sono molte di più: il lavoratore accede al secondo pilastro di previdenza integrativa e la sua posizione viene alimentata dall’intero Tfr e da contributi, a proprio carico e a carico del datore di lavoro. La differenza rispetto al passato è sostanziale per il lavoratore che non fa nulla: fino al 30 giugno, con la sua inerzia si limitava a “lasciare decidere al legislatore” la destinazione del Tfr; a partire dal 1° luglio 2026 entra in tutto e per tutto in un rapporto di previdenza integrativa, cioè con il Tfr e anche con un esborso economico di tasca propria.
Inserto Guida su ItaliaOggi Sette del 19 luglio 2026
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