Inail, Rapporto annuale 2025
Più denunce di infortunio e di malattia professionale, ma meno incidenti mortali. È il quadro che emerge dalla Relazione annuale Inail 2025, illustrata alla Camera dal presidente dell’Istituto Fabrizio D’Ascenzo, alla presenza della ministra del Lavoro Marina Calderone.
Nel 2025 le denunce di infortunio hanno raggiunto quota 600 mila, con un aumento dell’1,2% rispetto al 2024. Di queste, 519 mila hanno riguardato lavoratori (+0,8%) e 81 mila studenti (+3,4%). Tra gli infortuni dei lavoratori, l’80% è avvenuto durante l’attività lavorativa e il 20% nel tragitto casa-lavoro.
Scendono invece gli infortuni mortali, che nel complesso sono stati 1.198, il 3,3% in meno rispetto al 2024. Tra i lavoratori i casi sono diminuiti di 37 unità. Anche il tasso di mortalità è sceso a 3,69 decessi ogni 100 mila occupati, contro i 3,88 del 2024.
I comparti con il maggior numero di denunce restano manifattura, costruzioni, sanità, trasporti e commercio, che concentrano oltre il 70% degli infortuni avvenuti durante il lavoro. Per gli incidenti mortali, costruzioni, manifattura e trasporti rappresentano quasi il 60% dei casi.
Il dato più significativo riguarda però le malattie professionali: nel 2025 sono state presentate 98.312 denunce, l’11,3% in più in un anno. È il livello più alto degli ultimi 26 anni e quasi quattro volte quello del 2000. L’Inail sottolinea tuttavia che l’aumento non indica necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma anche una maggiore emersione delle patologie finora non denunciate.
I lavoratori interessati sono stati 63.136, con una media di 1,6 denunce per persona. A pesare sono soprattutto le patologie muscolo-scheletriche, che con circa 70 mila casi rappresentano ormai tre denunce su quattro.
Sul fronte economico, nel 2025 l’Inail ha registrato un avanzo finanziario di competenza di oltre 1,74 miliardi di euro, mentre il conto economico chiude con un disavanzo di oltre 3,1 miliardi, legato principalmente all’incremento dei capitali di copertura delle rendite. I premi e contributi incassati sono saliti a 10,38 miliardi, mentre le prestazioni economiche agli infortunati e ai tecnopatici hanno superato 5,61 miliardi.


